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invecchiamento del vino
10 Febbraio 2020

L’attesa aumenta… il sapore. Ma sarà davvero così per tutti i vini?

Si dice che l’età di un vino influenzi il suo sapore, facendo risaltare gli aromi e aumentando il prestigio. In realtà, per quanto sia realmente così per alcuni vini, non lo è invece per altri.
Tutto dipende dal tipo di vino: non tutti i vini, infatti, migliorano con il processo di invecchiamento e possono essere bevuti subito dopo la vendemmia. Sicuramente, per i vini che invece migliorano con il tempo, è bene seguire tecniche particolari.

Il processo di invecchiamento consiste in veri e complessi giochi biochimici a partire dalla fermentazione alcolica, dove prevale il sapore alcolico del vino. Durante il processo di affinamento del vino, questo viene immesso in botti di legno e lasciato invecchiare lentamente.
È proprio il tipo di legno a consentire una micro-ossigenazione del vino. Attraverso il contatto tra vino e legno avvengono particolari reazioni biochimiche che determineranno poi il gusto finale della bevanda. Ecco cosa succede: gli elementi che compongono il vino, tannini e antociani, iniziano a legarsi determinando colore e sapore del vino.
Grazie all’affinamento si rivelano profumi, colori e sapori fortemente caratteristici della tipologia di vino che si trattando. Il tempo dell’invecchiamento dipende, quindi, dalla qualità del vino. Trascorso il periodo idoneo, si procede poi all’imbottigliamento.

In generale, invecchiamento e affinamento sono processi che riguardano i vini rossi. Ma spesso l’invecchiamento è una tecnica che oggi è utilizzata anche per i vini bianchi. I rosati, invece, non sono adatti a questo processo ma devono essere consumati sempre giovani.

Presso L’Enoteca Innusa a Palermo è possibile trovare un’ampia selezione dei migliori vini invecchiati.

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