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Liquoroso, dorato e profumato: il Marsala è uno dei vini più amati al mondo, dalla nascita atipica, intrisa di eventi, fatti, affari e commerci.
storia del marsala
21 Febbraio 2020

Liquoroso, dorato e profumato: il Marsala è uno dei vini più amati al mondo.

Si tratta di un vino fortificato, ovvero una bevanda che al vino di base aggiunge un elemento ulteriore, prevalentemente mosto, mosto cotto o acquavite. Questa pratica era piuttosto diffusa nell’Ottocento e proprio a questo secolo si deve guardare se si vuole conoscere la storia del Marsala, che è per altro piena di sorprese. La prima riguarda quello che potrebbe essere definito come suo “padre”.

Per quanto il Marsala sia italianissimo- e in particolare siciliano – l’uomo che lo inventò era un commerciante inglese: si chiamava John Woodhouse ed era un vero esperto di vini, liquori e bevande d’ogni genere. 

Nei primi anni dell’Ottocento, Woodhouse stava girando per i mari alla ricerca di una bevanda che doveva essere simile alla soda. Arrivando nel porto di Marsala, assaggiò il vino invecchiato secondo il metodo perpetuum, per il quale le botti che contenevano parte del vino consumato durante l’anno venivano rabboccate con vino nuovo.

Woodhouse lo trovò gustoso, ma ritenne impossibile che il Marsala originale potesse resistere a un viaggio in mare, all’interno delle navi. Pensò, dunque, di fortificarlo con acquavite di vino: alzando il valore alcolico, infatti, ne avrebbe preservato le caratteristiche.
Quando arrivò in Inghilterra, questo vino addizionato raggiunse un tale successo che Woodhouse decise di tornare ancora in Sicilia e provare a metterlo in commercio proprio nelle sue zone d’origine, usando per l‘invecchiamento il metodo soleras.

Questo metodo consisteva nello schierare diverse botti di rovere l’una sopra l’altra e di riempire di vino solo quelle più in alto. Dopo un anno, il vino in alto veniva travasato nelle botti sotto, per permettere sempre di riempire solo le botti in alto, cosa che permetteva di ottenere un vino dal sapore ancora più intenso.
Qualche anno dopo, i siciliani decisero che era il momento di togliere agli inglesi il “predominio” sul Marsala: nel 1833 l’imprenditore palermitano Vincenzo Florio iniziò a produrre questo vino e riuscì, infine, ad acquisire lo stabilimento Woodhouse.

Negli anni a venire altri imprenditori si fecero avanti. Oggi esistono diversi produttori di Marsala, che danno vita a vini eccellenti e dalle sfumature peculiari: questi vini si possono degustare da Enoteca Innusa a Palermo, per comprenderne la bontà e le leggere differenze.

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