Il Passito di Pantelleria: storia, caratteristiche e degustazione
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Pantelleria è un luogo quasi magico in cui l'uomo ha saputo integrare la natura con il prodotto. L'isola di Pantelleria nel sud dell'Italia, nel cuore del Mediterraneo, è considerata la madre di quello che viene chiamato l'oro giallo di Pantelleria, ovvero il Passito.
11 Gennaio 2021

Il Passito di Pantelleria: la storia

La storia del Passito di Pantelleria ha più di duemila anni. Infatti già nel 200 a.C. al tempo del generale cartaginese Magone si parlava di quello che era l’antenato del moderno Passito di Pantelleria. Il gusto inconfondibile di questo vino ha fatto sì che negli anni si alimentassero numerose e curiose leggende. Come ad esempio quella della Dea Tanit che per conquistare Apollo, di cui era invaghita, si finse coppiera degli Dei e sostituì alla bevanda abituale dell’Olimpo il mosto delle vigne di Pantelleria.

Questo vino viene prodotto dalla varietà di uva Zibibbo da tantissimi anni nell’isola di Pantelleria e vanta di numerosi ed importanti riconoscimenti. Infatti, nel 1900 fu premiato all’esposizione di Parigi. Nel 1936 fu descritto come un vino dall’aroma fine e delicato, dal sapore dolce, vellutato, generoso e carezzevole. Ma il 1971 fu un anno davvero importante in quanto ottenne la DOC rientrando terzo tra i vini italiani.
Nel 2014 l’UNESCO, proprio per la storia millenaria di produzione del Passito di Pantelleria, ha deciso di inserirlo tra i Patrimoni immateriali per la tipologia di coltivazione della vite ad alberello, tipica di Pantelleria.

Caratteristiche del Passito di Pantelleria

Il Passito di Pantelleria, nonostante venga considerato un vino particolare, che non rispetta le regole di una vinificazione standard, è in realtà un tradizionale frutto delle vigne le cui materie prime subiscono un trattamento specifico. Infatti, il passito si realizza dagli acini di uva sottoposti ad una disidratazione forzata. Questo può avvenire in due modi. Il primo prevede una permanenza oltre il tempo massimo dell’acino sulla pianta, oppure tramite disidratazione in ambienti all’aperto (cioè esposti al sole) o al chiuso (con regole igrometriche controllate). Nel caso del Passito di Pantelleria il processo avviene all’aperto facendo in modo che gli acini perdano in maniera naturale l’acqua presente in essi.

Il Passito di Pantelleria è un’esperienza a livello sensoriale unica che racchiude profumi, colori e gusti tipici di questa terra. Esso si presenta all’interno del calice di un colore giallo dorato con dei riflessi ambrati. Il profumo richiama i fichi secchi e frutta matura, regalando all’olfatto fragranza e aromaticità. Al palato il sapore è gradevole, aromatico, caldo e dolce con un retrogusto di uva passa, dattero, miele, arancia candita e mirto.
A differenza di altri vini, il Passito di Pantelleria andrebbe servito ad una temperatura compresa tra i 10° e i 12° centigradi. La bottiglia può essere facilmente conservata in un luogo fresco e riparato lontano da fonti di calore dirette.

Degustazione

Per degustare ed apprezzare la preziosità di questo vino si consiglia di utilizzare dei calici di piccole dimensioni ed a una temperatura che va dai 10 ai 12 gradi centigradi.
Il Passito di Pantelleria è considerato come un vino da meditazione, ossia da sorseggiare ed è ottimo come accompagnamento alla pasticceria tradizionale siciliana, come ad esempio a biscotti a base di pasta di mandorle e con torte e crostate guarnite con confetture. È considerato un ottimo contrasto per quei dolci a base di marmellate acidule come ad esempio frutti di bosco, ribes o agrumi.

Non solo si accosta perfettamente ai dolci, ma è anche un piacevole compagno a formaggi piccanti o erborinati o ancora con il foie gras. Infine, per chi lo gradisce, il Passito di Pantelleria viene servito in alcune occasioni anche come vino da aperitivo.

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