Vitigni siciliani: lo Zibibbo - Enoteca Innusa
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30 Novembre 2019

Chiamato anche Moscato d’Alessandria, lo Zibibbo è un vitigno a bacca bianca da cui si ottiene il dolce (anzi, dolcissimo) vino omonimo.

Un nettare delizioso e dalla storia antica, che ha il colore dell’oro ed è ugualmente prezioso. Sì, perché la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (legata al vitigno di Zibibbo) è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco: tramandata da secoli, di generazione in generazione. Questa pratica porta con sé una lunga serie di segreti gelosamente custoditi da chi se ne occupa. Ciò che non ha segreti, invece, è storia della sua uva: originaria dell’Egitto, fu introdotta dai Fenici a Pantelleria, dove si concentra quasi tutta la produzione italiana. Il nome deriva dalla parola araba zabīb, che vuol dire uva passita.

Gli acini di quest’uva si distinguono per essere grandi, ovali, con una buccia spessa e dalla polpa particolarmente dolce, che si presta molto bene al processo di essiccazione che segue la vendemmia.
Il vino liquoroso che ne deriva, dal colore dorato e brillante, ha un profumo gradevole e fruttato, con sentori di mandorla e albicocca. Il sapore è dolce, aromatico e con un tipico retrogusto di mandorla.

Per questi sapori, lo Zibibbo può essere bevuto durante una cena o un pranzo a base di crostacei e molluschi, o durante una degustazione di formaggi stagionati o a pasta molle.
Tuttavia, l‘abbinamento ideale è quello con i dessert e più in particolare con i dolci della tradizione siciliana: cannoli, cassata, pasta di mandorle, ma anche torte e pasticcini a base di pistacchio.
Dal vitigno di Zibibbo si ottengono anche il Moscato e il Passito di Pantelleria.

Tutti questi vini liquorosi si possono degustare all’Enoteca Innusa di Palermo, dove per altro si potranno ricevere consigli per servirli alla temperatura ideale e per abbinarli in maniera più originale ma ugualmente perfetta.

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