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potatura viti
15 Ottobre 2020

Al contrario di quanto molti comuni amanti di vini e spumanti possano immaginare, gran parte dell’ottimo risultato finale che questi prodotti sono destinati ad avere dipende certamente dal modo in cui l’uva raccolta viene lavorata, fermentata e conservata, ma anche e soprattutto da come vengono cresciuti e potati i vari vigneti prima che possano produrre frutti di qualità e resistenti alle intemperie e ai comuni parassiti.

Da questo punto di vista, quindi, diventa fondamentale prendersi cura della pianta attraverso due specifici sistemi che ne determinano la quantità e la qualità.

I SISTEMI DI ALLEVAMENTO DELLE VITI

Quando parliamo di allevamento della vite ci riferiamo a quell’insieme di geometrie o schemi di potatura dei vari filari che, nel corso dei secoli, i viticoltori hanno applicato per condizionare la crescita vegetativa della pianta in modo da migliorarne lo sviluppo, la quantità dei frutti e la loro qualità.

Esistono varie tipologie di disposizione dei filari o di allevamento della vite, ma le principali sono:

  • pergola: questo sistema di allevamento prevede l’utilizzo di una struttura di sostegno posta trasversalmente tra i filari e che accoglie la vite nella sua fase di crescita. Può essere semplice o doppia nel caso in cui la vite si sviluppi su entrambi i lati dei filari e prevede una potatura mista.
  • a tendone: in questo caso la struttura di sostegno si sviluppa sia trasversalmente che lungo il filare e i frutti della vite crescono in senso orizzontale. Anche in questo caso la potatura è mista e si tratta di un sistema di allevamento diffuso soprattutto nell’Italia meridionale.
  • ad alberello: in questo caso alla vite non viene fornito alcun tipo di tutore, quindi, la sua vegetazione è completamente libera.
  • a spalliera: la struttura di sostegno della vite è posta orizzontalmente lungo il filare e si tratta di un sistema di allevamento che facilita le operazioni meccaniche che bisogna effettuare sulla vigna, dalla cimatura dei tralci alla loro legatura, dalla potatura al raccolto.

Com’è facile intuire, ogni territorio ha il suo sistema di allevamento più diffuso, così sarà facile trovare la pergola in Trentino e in Alto Adige, mentre l’alberello basso è tipico dei vigneti di Pantelleria.

I SISTEMI DI POTATURA DELLE VITI

I sistemi di potatura attualmente più diffusi sono di due diversi tipi:

  • potatura secca: viene eseguita una volta all’anno, d’inverno, e consiste prevalentemente nel determinare il numero di gemme che daranno vita ai frutti per il raccolto successivo. Prevede una potatura corta quando le gemme salvate sono al massimo 10 – in questo caso si avrà una produzione quantitativamente minore ma qualitativamente elevata -, mentre, nel caso di una potatura lunga, le gemme salvate sono comprese tra 15 e 25 con il risultato che si avrà una maggiore produzione in termini quantitativi ma la qualità sarà minore.
  • potatura verde: si tratta di una potatura che viene eseguita un paio di volte all’anno e la cui funzione principale è quella di pulire i germogli fuoriusciti dal tronco e far arieggiare i grappoli aiutando anche la pianta a svilupparsi verticalmente.

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