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vini rosati
15 Marzo 2021

I rosati appartengono a quella categoria di vini ottenuti dalla vinificazione di uve appartenenti a più vitigni. Se desiderate conoscere meglio le caratteristiche dei vini rosati e la storia della loro vinificazione questo articolo fa al caso vostro.

Vini rosati: quali sono

Come abbiamo detto, i vini rosati derivano dalla vinificazione di uve appartenenti a vitigni diversi, ma non sono il risultato della miscelazione di vino rosso e vino bianco. In Italia sono molti i vini rosati che conosciamo: molti di essi presentano la classica denominazione DOC (ovvero denominazione di origine controllata), altri quella IGT (indicazione geografica tipica). In ogni caso, la penisola italiana si colloca al terzo posto, dopo Francia e Spagna, come maggiore produttore di vini rosati.

Vini rosati: vinificazione

La vinificazione dei vini rosati si ottiene attraverso due processi differenti. In un primo caso, si ha la nota macerazione breve, che prevede l’utilizzo dell’uva a bacca rossa e che consiste nella macerazione dalla durata che varia tra le cinque e le 36 ore. Il risultato finale sarà una bevanda alcolica dal colore rosato anziché rosso intenso.

Nel secondo caso, si utilizza l’uvaggio di uve a bacca rossa e bianca, ma si tratta di un metodo particolarmente comune durante la produzione degli spumanti. Dunque, la differenza sostanziale tra un vino rosso e un vino rosato sta nella durata di macerazione: se per la produzione di un vino rosso la macerazione può durare anche un paio di settimane, nel caso del vino rosato si riduce a poche ore, e questo è in grado di modificare la naturale colorazione della bevanda.

Vini rosati: caratteristiche

A questo punto, possiamo descrivere le caratteristiche di un vino rosato. Per prima cosa, è bene sapere che l’AIS, ovvero l’Associazione Italiana Sommelier, identifica tre diverse tipologie di vini rosati, classificati in base al colore:

  • rosa tenue, una gradazione di colore ottenuta in seguito a una macerazione molto breve, di sole un paio di ore;
  • rosa cerasuolo, ovvero un rosa più intenso simile al colore della ciliegia, ottenuto con una macerazione compresa tra le sei e le dieci ore;
  • rosa chiaretto, molto intenso e ottenuto in seguito a una macerazione più lunga di dieci ore.

Per quanto riguarda le proprietà organolettiche o sensoriali, i vini rosati hanno caratteristiche intermedie tra quello rosso e quello bianco. In particolare, i vini rosati sono meno acidi rispetto ai vini bianchi ma più acidi rispetto a quelli rossi (hanno meno tannini).

La scarsa presenza di tannini e di acidità all’interno di un vino rosato ne determina anche la scarsa conservatività, a differenza di quanto accade con i vini rossi.
Inoltre, i vini rosati sono molto versatili, e quindi hanno la capacità di adattarsi bene a ogni pietanza, proprio perché si collocano in una fascia intermedia tra i rossi (ideali per accompagnare la carne), e i bianchi (ideali per accompagnare il pesce).

I vini rosati necessitano di essere consumati freschi per assaporarne meglio tutte le caratteristiche sensoriali, magari a una temperatura di circa 10 o 12 gradi, e il suo gusto è molto morbido, poiché poco acidi. I vini rosati hanno, generalmente, una gradazione alcolica compresa tra il 12,5% e il 13,5%.

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