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Gin giapponese
27 Novembre 2020

Il gin giapponese è l’ultimo arrivato nella grande famiglia delle specialità orientali. Per tenere il passo con le ultime tendenze gastronomiche, il Giappone ha lanciato il proprio gin artigianale. Per gli amanti dell’oriente (e non solo) è il distillato più in voga del momento.

La storia del distillato

Fino a pochi anni fa in Giappone veniva prodotto gin di media qualità, creato con ingredienti standard e per uso domestico. La svolta arriva nel 2016 quando Marcin Miller e David Croll acquistano la Kyoto Distillery, una piccola distilleria di Kyoto. I due adeguano lo stabilimento alla produzione di gin di alta qualità. Nasce così il Kinobi Kyoto Dry Gin, nome che possiamo tradurre come “la bellezza delle stagioni”.

Tra gli ingredienti del distillato troviamo liquore di riso, foglie di cipresso, tè gyokuro e sansho, pepe locale. Da allora sono nate distillerie di gin artigianale nelle città di Okinawa, Osaka, Sendai, Miyazaki e di recente anche ad Hiroshima. Vista la popolarità dei gin artigianali, in poco tempo sono stati aperti dei veri e propri “gin bar” in quartieri di Tokyo come Golden Gai e Good Meals Shop.

La vera rivoluzione arriva però nel 2017 quando ebbe inizio l’esportazione dell’eccezionale distillato nei paesi europei. A rendere speciale il gin giapponese è il mix di erbe e spezie utilizzato nel processo di seconda distillazione. Le distillerie fanno uso di prodotti locali come lo yuzu, i fiori e le foglie di ciliegio e il tè verdeper sostituirli agli ingredienti tradizionali come la cannella e la scorza d’arancia. Gli estratti vegetali di questi prodotti creano una firma aromatica unica.

La particolarità del Gin Etsu

Tra gli gin giapponesi, il Gin Etsu è sicuramente quello più di nicchia e meno diffuso. Questo particolare distillato stupisce il degustatore per le sensazionali qualità organolettiche.

L’Etzu Gin regala profumi molto penetranti e morbidi, tipici dei gin orientali. Il bouquet aromatico è infatti ricco di note floreali come lo yazu, agrume tipico del territorio di produzione. Inoltre, lo yazu dona al gin una citricitàdolce molto rara e comparabile a quella del mandarino.

Un altro punto a favore di questo gin è sicuramente l’etichetta. Il packaging dell’Etsu Gin è molto elegante e l’etichetta riporta decori color oro tipici dell’iconografia classica giapponese.

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