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storia spritz
19 Maggio 2021

La storia dello Spritz incuriosisce molto e ci porta indietro di tantissimi anni. siamo, infatti, alla fine del ‘700 e agli inizi dell’ 800, quando, nel regno lombardo-veneto, dominato dagli austriaci, questi ultimi iniziarono ad assaggiare i particolari vini veneti che però, non conquistarono subito i loro palati per via della loro intensità alcolica.

Per risolvere il problema, allora, pensarono bene di aggiungere acqua gassata al vino, anche per addolcirne il sapore. Il nome di questo drink, infatti, deriva dal verbo tedesco spritzen, che significa, appunto, spruzzare.

Il primo Spritz della storia

Il primo Spritz della storia è di origine austro-ungarica ed è formato dall’unione tra il vino bianco e acqua frizzante, ma ben presto inizia a subire delle variazioni. Agli inizi del ‘900, precisamente negli anni ‘20, in alternativa all’acqua frizzante, si diffusero i primi sifoni per l’acqua di Seltz e, in seguito, la bevande fu arricchita anche da un po’ di bitter, che creò una miscela originale e dal gusto deciso.

Da quel momento nacquero diverse versioni:

  • Padovano con vino bianco frizzante
  • Trevigiano con prosecco
  • Veneto con vino bianco fermo
  • Udinese con il famoso Tocai Friulano

Lo Spritz oggi

Attualmente, gli Spritz più famosi e, quindi, più consumati sono il Campari e l’Aperol e, inoltre, lo Spritz è stato ufficializzato dall’I.B.A. (International Bartenders Association) con la denominazione di Spritz Veneziano tra i New Era Drinks.

Insomma, qualunque sia la variante dello Spritz e qualunque sia stata la sua storia, certo è che da moltissimi anni esso accompagna le chiacchiere più piacevoli, le pause più rilassanti, i tramonti in riva al mare e quasi tutti gli aperitivi, così tanto amati dagli italiani e ormai diventati tendenza.

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